Tu uomo lavorerai col sudore della tua fronte o con quello della fronte di un altro

Giuseppe Sapienza

1-6-2011

Mentre la festa della birra si festeggia bevendo birra, quella della salsiccia mangiando salsiccia, quella dello sport facendo sport, la festa del lavoro si celebra non lavorando.

Questa piccola stranezza nasconde tutte le contraddizioni della contemporaneita`. Sembrerebbe strana una festa della salsiccia dove si potesse mangiare tutto fuorche` salsiccia, invece non sembra strano che per la festa dellavoro non si lavori.

L`organizzazione sociale basata sul lavoro considererebbe catastrofica la soluzione di alcuni problemi contro cui l`uomo combatte da sempre. Se non ci fossero piu` i ladri le guardie sarebbero senza lavoro (Vedi discorso Aldo Fabrizi-Toto`), se non ci fossero terremoti sarebbe un disastro per i lavoratori della protezione civile, se non ci fossero i mali i medici se la passerebbero male, se l`uomo smettesse di morire i costruttori di bare morirebbero di fame. Questa e` la ragione per cui le industrie farmaceutiche sostengono che bisogna curare, gli eserciti che bisogna combattere e i becchini che bisogna morire.

Contro il lavoro hanno scritto Stevenson, Lafargue, Russell e molti altri, ma oggi che la modernita` si manifesta in tutta la sua oscena nudita`, si stenta ancora a denunciarlo come una follia concettuale. Dal suo esordio nel mondo animale l`uomo si e` dannato per sfuggire alla fatica ed inseguire il riposo, e i fini ultimi della tecnica, come la sottile psicologia domestica dello scaricabarile per non fare i piatti e non buttare via la spazzatura, sono radicati nell`istinto che lo muove in questa lotta. La parola lavoro deriva dal latino labor (fatica), e la corretta visione di questo concetto dovrebbe farcelo vedere, al limite, come un dovere, a cui sottometterci  nella misura in cui la natura ci da` i suoi frutti malvolentieri; come un mezzo per ottenere sostentamento e beni di seconda necessita` in rapporto alla quantita` di ozio che si e` disposti a sacrificare per essi.

Un padre che solennemente attribuisse ai propri figli il diritto di pulire i piatti e ordinare la stanza, lo farebbe con un sarcasmo malsopportato dai figli che, a causa di questo diritto (da esercitare forzatamente) dovrebbero rinunciare al gioco e all`ozio.

In Italia invece e` considerato un diritto, posto a fondamento della Repubblica, che nell`articolo uno della della prpria costituzione recita “l`Italia e` una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” Togliatti addirittura aveva proposto la formula “L`italia e` una Repubblica democratica di lavoratori”. Quando Dio condanna Adamo a lavorare, Adamo crede forse di avere ottenuto un diritto?

Dopo essersi dato un diritto che in realta` e` solo un dovere, ed essersi costretto a dipendere da esso, l`uomo dedica la sua giovinezza a studi noiosi che glielo possano garantire, si danna nell`inoccupazione, si contorce nel precariato, e quando infine riesce a trovarlo, nella piu` o meno continua paura di perderlo, lavora tutto il giorno aspettando di tornare a casa, tutta la settimana aspettando la domenica, tutto l`anno aspettando le vacanze, tutta la vita aspettando la pensione.

Il lavoro inteso come dovere renderebbe chiaro come dopo le poche ore di lavoro necessarie al proprio fabbisogno, le altre servono a garantire il diritto all`ozio degli altri.

Senza l`ideologiadellavoro sarebbe piu` difficile mascherare le enormi differenze sociali dei nostri tempi, l`assurdita`delsistema della crescita, l`indebitamento degli stati; e i potenti sarebbero costretti a farsi forza alla vecchia faticosa maniera, di spada. Ma perche` arricchirsi derubato per derubato, schiavo per schiavo, quando col sistemadellavoro, le stesse vittime, prima si affaticano per accumulargli il bottino e poi glielo portano sotto casa (banca). Un`azienda minaccia di chiudere e lasciare migliaia di lavoratori senza niente da fare e riceve dallo stato fondi che pagherebbero l`ozio di quelle persone per tutta la vita e che invece serviranno a pagare il loro lavoro (e soprattutto i profitti dei proprietari delle aziende) per pochi anni, in cambio di prodotti che saranno utili solo dopo aver speso il lavoro di molti pubblicitari per convincere la gente a comprarli con massicce dosi di spot.

In alcuni paesi “vigente schiavitu`”, dopo rivolte finite nel sangue, fu deliberatamente stabilito che il padrone sarebbe diventato il datore di lavoro e lo schiavo il salariato. Il sistema e` estremamente piu` efficiente. Il salariato deve pensare a vitto e alloggio da se` e piuttosto che fare rivolte per uscire dalla schiavitu`, protesta per ottenere il lavoro. Il salariato e` piu` economico, grato e obbediente. Se l`ideologiadellavoro non fosse una contraddizione, nelle fantasie di beatitudine non ci rappresenteremmo sdraiati sotto unapalmaa goderci il dolce far niente, ma all`ultimo minuto di straordinario in una catena di montaggio.

Giuseppe Sapienza

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