La donna cinese 2.0

di Giuseppe Sapienza

Togliete ad una donna la possibilita` di usare la sessualita` come arma di seduzione, come strumento di sopraffazione del maschio e di difesa dall’uomo, come metro di misura nel confronto con altre donne, come principale forma di comunicazione non verbale; togliete tutto questo ad una donna ed otterrete una donna cinese.

Ponete una donna in una societa` in cui durante la Rivoluzione Culturale il sesso prematrimoniale era immorale, le relazioni extraconiugali erano considerate con disprezzo, l’omosessualita’ era illegale e bisognava essere sessualmente ben educati per ambire ad una promozione sul lavoro; e allora non vi sorprenderete piu` della lamarckianamente striminzita femminilita`cinese.

Le cose stanno certo cambiando:

Nel 1989 il 15% aveva relazioni sessuali prematrimoniali, oggi il 60- 70 %; qualche tempo fa era assolutamente proibito scambiarsi delle effusioni in pubblico, oggi, almeno  nelle grandi citta`, qualche coppia si concede qualche liberta`; la politica di pianificazione familiare che permette un solo figlio facilita la distinzione tra il sesso come mezzo per la riproduzione e quello come pursuit of happiness e i profilattici vengono venduti nei supermercati e nei distributori automatici. Ci sono poi i parrucchieri che nel retrobotttega si trasformano in centri massaggi e alberghi col menu’ dei servizi erotici disponibili, insooma c’e` tutto quanto possa soddisfare i pruriti di una societa` guardona e lussuriosa.

Ma le statistiche ci dicono qualcosa delle donne cinesi senza dirci nulla della donna cinese.

Se e’ vero che donna non si nasce ma si diventa (Simone de Beauvoir), la donna cinese in realta` non esiste: non fa in tempo a smettere di essere bambina che a venticinque anni si sposa e si trasforma in mamma di un’altra bambina.

A ventitre anni da` il primo bacio; ancora abbassa la voce parlando di sesso, al secondo appuntamento con un ragazzo esce l’argomento matrimonio (a cui arriva spesso vergine), e se chiede di sesso ai genitori si trova di fronte quarantenni che non hanno avuto esperienze prematrimoniali e hanno una cononscenza della materia molto scarsa.

Senza la sessualita’ a fare da cuscinetto tra lei e il mondo esterno e da spartiacque biografico della propria vita di adulta, con una cultura che non le ha inseganto a fare della seduzione una forma d’arte, le sue gambe non sono quei compassi che misurano il mondo che Truffaut ci ha insegnato ad amare, non conosce l’arte di farsi amare per i propri difetti (Balzac), non sa cacciare facendosi inseguire dalla selvaggina (Karr), non sa mentire credendo alle proprie menzogne, non ha la forza di farsi amare in ragione proporzionale alla propria debolezza (Svevo), non sa innamorarsi di un miliardario prima di sposarlo per interesse (Pavese).

Ma questa cultura non le ha ancora insegnato neanche a fare di morale, sentimenti e sesso dei comunissimi beni di consumo, allora la donna cinese commette nei confronti del proprio corpo e della propria anima gli errori di un commerciante sprovveduto: fissa un prezzo troppo basso e li svende o troppo alto e li lascia invenduti. La donna cinese insomma non ha i vizi e le virtu’ di una donna plasmata dagli splendori e dalle miserie di trecento anni di capitalismo.

Ma l’iperdonna cinese 2.0 sara’ presto al di la’ del bene e del male della donna occidentale: sara’ piu’ ferocemente merce, piu’ astutamente predatrice e vuotamente preda; da poco sazia di beni necessari si stordira` piu’ ottusamente di quelli voluttuari; aumentera` la possibilita` di scegliere il compagno ideale meno di quanto aumentara’ la sua voglia di cambiarlo subito dopo; da annoiata in surplus di amore  per un solo uomo sara` in ansia per per tanti uomini che amera’ in deficit, rinuncera` entusiasta al diritto di crescere il proprio figlio per avere quello di essere costretta a pagare qualcuno che lo fara` al posto suo; e quando avra’ definitivamente eletto la cosmetica a scienza del proprio cosmo (Kraus), allora consacrata come la piu’ bella del reame dal nuovo epicentro del capitale, questo prodotto culturalmente modificato, sara’ pronto ad essere comprato a molto e venduto a poco.

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